Contratto di vendita e credito al consumo.

La mancata prova della consegna del bene oggetto della vendita impedisce la concessione, in sede di opposizione, della provvisoria esecutorietà del Decreto Ingiuntivo ottenuto dalla mutuante.

Fra il contratto di vendita e il credito al consumo si configura un collegamento funzionale in virtù del quale i due contratti vengono ad essere unitariamente configurati sotto il profilo giuridico (e non solo economico), al fine di tutelare la parte comune ai due contratti, ovvero il consumatore. Si tratta di un collegamento negoziale in senso proprio, dipendente dalla genesi stessa del rapporto, sicchè è la legge stessa che coordina i negozi, facendo assurgere la connessione teleologica ad elemento della fattispecie.

In tal senso si è, nel solco di una costante giurisprudenza di legittimità (ex multis Cass. 27/9/2016 n. 19000), recentemente espresso il Tribunale di Ivrea che con l’ordinanza in data 8/7/2019 Rg. 3692/18, ha rigettato, in sede di opposizione, l’istanza di concessione della provvisoria esecutorietà del Decreto Ingiuntivo ottenuto dalla banca mutuante, rilevando la mancata prova, allo stato degli atti, della consegna del bene compravenduto.

Il Tribunale di Ivrea ha rilevato come anche la giurisprudenza comunitaria (CGUE 23/4/2009), abbia ribadito che laddove si accerti l’esistenza del collegamento negoziale, a fronte della mancata consegna della merce, integrante un inadempimento grave, il consumatore è legittimato a spiegare domanda di risoluzione del contratto.