Fallimento MERCATONE UNO – FAQ 1 –

Ecco le risposte alle principali domande

I clienti di Mercatone Uno, a seguito della chiusura dei punti vendita, ci pongono queste domande. Vediamo di offrire delle semplici risposte.

  • Ho una ricevuta di pagamento in relazione ad un acconto che ho dato, come faccio a riavere i miei soldi indietro?

Una volta raccolte tutte le prove relative al credito, contratto, scontrini, ricevute di pagamento, l’unica modalità per cercare di recuperare i propri soldi (o parte di essi) è predisporre e depositare l’insinuazione al passivo ai sensi dell’art. 93 L.F.

Per questo procedimento, avanti il Tribunale dove è stato dichiarato il fallimento, non è richiesta l’assistenza tecnica di un Avvocato, ancorché sempre consigliato. Tuttavia l’unico canale per depositare il ricorso e gli allegati è a mezzo Posta elettronica certificata.

Oggi a nulla serve inviare al Curatore fallimentare gli scontrini, i contratti o qualsiasi altra documentazione che attesti qualsivoglia rapporto con Mercatone Uno. Infatti, il Curatore si limiterebbe a prendere atto della qualità di creditori del fallimento e invierebbe la comunicazione di intervenuto Fallimento, ai sensi dell’art. 92 L.F.
E comunque, questa eventuale comunicazione da parte della Curatela fallimentare, non sostituirebbe l’insinuazione al passivo.

Depositata l’insinuazione ed ammesso il credito al passivo nelle modalità previste dall’art. 95 L.F., si dovrà attendere la vendita delle poste attive della Società (l’azienda nel suo complesso oppure i singoli beni). Solo a seguito della vendita dei beni il Curatore darà corso al pagamento dei crediti, insinuati al passivo. Quindi, con il riparto verranno soddisfatti i vari gradi di privilegio del credito fino a che, ovviamente, vi saranno soldi.

Segnaliamo che la Class Action non è lo strumento corretto per tutelare le ragioni dei creditori in questa vicenza. Parimenti, il “mettersi insieme” assecondando il principio del “più si è meglio si è” non porterà ad alcun risultato maggiormente utile, rispetto a quanto indicato.

  • Ho pagato integralmente la fornitura, mi hanno detto che i mobili erano già in magazzino, come faccio a vedermi consegnati i beni, oppure riavere indietro i miei soldi?

Se le ipotesi – ad oggi non confermate – di riapertura dei negozi a seguito dell’autorizzazione all’esercizio provvisorio di azienda ai sensi dell’art. 104 L.F. avranno seguito, sia che i mobili siano in deposito o meno, ci si dovrà presentare presso i punti vendita e seguire le istruzioni che verranno fornite. Tuttavia, non ci si deve aspettare la restituzione di nessun acconto atteso che le casse sono vuote, al limite verranno consegnati i mobili presenti nei depositi.

Se, come accade nella maggior parte dei fallimenti, non vi sarà esercizio provvisorio alcuno, il credito dovrà essere ammesso al passivo del fallimento come è stato descritto precedentemente.

Tuttavia, sempre nella concreta ipotesi che non ci sarà alcun esercizio provvisorio, soprattutto in relazione a mobili ed arredi ordinati e fatti realizzare su misura, se si fosse già a conoscenza della presenza della merce in magazzino, invece del ricorso per insinuazione al passivo, si potrà depositare un’istanza per la rivendica del bene, descrivendo con esattezza quanto acquistato, dando prova del contratto di compravendita e del pagamento effettuato.
Una volta che il Curatore fallimentare avrà eseguito l’inventario di tutti i beni (art. 87 L.F.), se l’arredo sarà rinvenuto ed individuato, allora si potrà essere autorizzati a ritirarlo.

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RingraziandoVi per l’attenzione, Vi segnaliamo che domani pubblicheremo un articolo contenente la seconda serie delle FAQ relative a finanziamento e pagamenti con carta di credito e bancomat