Fallimento Mercatone UNO

Facciamo Chiarezza

La nota vicenda della chiusura dei punti vendita della catena MercatoneUno, azienda e marchio di proprietà della fallita Shernon Holding S.r.l., crea problematiche principalmente a tre categorie di soggetti.

I fornitori, i dipendenti e i clienti.

Gli unici che potrebbero avere forme di tutele nell’immediato sono i dipendenti che, per il tramite di forme di assistenza e sostegno al reddito (cassa integrazione) in queste ore stanno attendendo le mosse del Ministero Sviluppo Economico.

Certamente, in situazioni del genere la vendita frazionata dell’azienda porta unicamente alla riduzione del valore della stessa, ecco perché la Stampa ci informa dell’esistenza di tre grandi player internazionali che stanno già valutando la disponibilità a partecipare ad una vendita competitiva ex art. 107 L.F., sì da ripartire poi con una compagine societaria e un’amministrazione tutta nuova, sperando di non rivedere a breve quello che stiamo vivendo in queste ore.

Un’ulteriore possibilità prevista dalla Legge fallimentare è l’esercizio provvisorio dell’azienda. Tuttavia, la statistica ci rappresenta che, a fronte di qualche migliaio di fallimenti dichiarati per ciascun anno, l’esercizio provvisorio riguarda un numero di procedure che si conta sulle dita di una mano.

Venendo alle tutele in concreto da dare ai singoli creditori della Società fallita, la modalità fondamentale di recuperare (almeno in parte) il proprio credito avviene tramite l’insinuazione al passivo del fallimento da fare nelle modalità previste dall’art. 93 L.F.
Oggi non ha alcuna utilità e rilievo giuridico inviare raccomandate allo studio del Curatore Fallimentare.

La procedura di insinuazione al passivo è comune per tutte e tre le categorie di soggetti individuati, siano essi fornitori, dipendenti o clienti.

Quanto ai fornitori, i soggetti più abituati in Italia a conoscere casi di insolvenza e crisi dei loro clienti, l’insinuazione al passivo del credito al chirografo (ossia l’ultimo grado ad avere possibilità di essere pagato) consente almeno di portare in detrazione l’IVA pagata in relazione alle fatture emesse. Taluni fornitori, peraltro, possono anche vantare il privilegio artigiano (art. 2751-bis n. 5 cod. civ.), sperando di vedersi pagato in via preferenziale il proprio credito.

Fra tutti i soggetti preferiti nei pagamenti, sempre a seguito di regolare ammissione al passivo del fallimento, vi sono i dipendenti (art. 2751-bis n. 1 cod. civ.). Peraltro, i dipendenti hanno l’ulteriore possibilità di vedersi pagate le ultime tre buste paga ed il TFR dal fondo di garanzia presso INPS.

Venendo ai clienti dei singoli punti vendita, si ribadisce che l’ammissione al passivo è l’unico metodo per sperare di recuperare parzialmente gli importi a seguito di liquidazione del patrimonio attivo della Società fallita.
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RingraziandoVi per l’attenzione, Vi segnaliamo che domani pubblicheremo un articolo contenente le informazioni essenziali per i clienti in relazione alla strategia di recupero del credito ed agli strumenti di tutela per i mobili che potrebbero trovarsi nei magazzini.